Il nuovo design tessile, talenti grafici a tre dimensioni - CTD
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Ludovica Proietti

4 Gennaio 2022

Il nuovo textile design, talenti grafici a tre dimensioni

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Arrivano al product design da percorsi laterali, sono i creativi dall’impronta grafica autori di tappeti e coperte sui quali scommettono da Ferragamo al Lanificio Leo

Ve lo avevamo già segnalato qualche mese fa, il ritorno in corsa del design tessile. E ora che l’inverno è ufficialmente arrivato, ecco una serie di proposte, dalle coperte ai tappeti, per portare in casa voci e concetti nuovi, ricerche e istanze del nostro tempo filtrate attraverso la morbidezza e il calore che soltanto un buon tessuto possono dare.

Textile design: la via in cui si incontrano industria e talenti

Il design tessile è così tanto presente nel mondo del progetto contemporaneo per la sua capacità, forse più di altri settori, di mettere in connessione la parte dei creativi più votata alla ricerca artistica e meno alla funzionalità con l’industria, che infatti, come nel caso di Lanificio Leo, coglie spesso gli spunti seminati dai talenti e li porta sul mercato. 

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Tessuti come grafiche tridimensionali

Gli esempi più interessanti e recenti restituiscono attraverso un oggetto tridimensionale e tutto da toccare la bidimensionalità della grafica. I tessuti diventano fogli, griglie su cui adattare facilmente disegni e texture, pattern, giochi di colori, trasformando in prodotto la visione di chi al design industriale arriva da percorsi laterali. Basti pensare alla forte relazione che hanno i graphic designer con questo mondo, o anche a come la moda possa contaminarlo e appropriarsene.

Alejandra Garcia y Gutierrez da Ferragamo a Tarta Gelatina

I tappeti sono il mezzo più indagato per trasportare in tre dimensioni un mondo solitamente bidimensionale. Succede nel caso di Alejandra Garcia y Gutierrez, giovane graphic designer messicana che ha intrecciato collaborazioni con vari brand. La sua grafica è fatta di colori a contrasto, è sinuosa, geometrica e riprende elementi architettonici e naturali in chiave pop e bidimensionale. Ricorda alcuni lavori di Agostino Iacurci e quella tendenza a regalarci profili, piuttosto che viste frontali, come sguardi in tralice da ammirare dal finestrino di un treno. Dopo una collaborazione con Salvatore Ferragamo per importare la sua vision in una collezione di accessori, Garcia y Gutierrez lavora con artigiani e altre aziende. Una di queste è Tarta Gelatina, giovanissimo brand di Barcellona, brand di home design pop e colorato.

Caterina Frongia, il filo della tradizione

Caterina Frongia, designer sarda vincitrice dell’edizione 2021 di Edit Napoli, usa il tappeto in chiave tipografica. Il suo Gimme Shelter è un lavoro eccentrico, un mix consolidato di tecnica e tradizione familiare – sua mamma era una sarta – che coadiuva un messaggio ultrapop, pieno di scritte che omaggiano una cultura internazionale e iconica, dove sono le profondità e le diverse dimensioni del filo a condurre il ritmo originale del lavoro.

Caterina Frongia, Gimme Shelter (dettaglio)

Gianluca Alla e Hansel Grotesque, parole come pattern

Anche Gianluca Alla e Hansel Grotesque si sono dilettati nella ricerca grafica/tipografica attraverso il tessuto. I due hanno concepito una serie di arredi che dal tappeto arrivano alla coperta, usando elementi tipografici per creare pattern da scoprire e da leggere. Vice versa, per esempio, trasforma la parola in un pattern senza significato se non la si osserva attentamente, per poi svelarsi nella sua totalità a un occhio indagatore. Lanificio Leo, la più antica istituzione calabrese per quanto riguarda i tessuti, ha scommesso sui due creativi per questa coperta.

Vice versa, Gianluca Alla e Hansel Grotesque, foto Michela Pedranti

Valentina Mancini e Pasquale Iaconantonio, un’Insula di bellezza

Ed è sempre Lanificio Leo a puntare sui talenti con un’altra collezione di plaid che connette mondi diversi. Insula è il lavoro d’esordio nel tessile per Valentina Mancini e Pasquale Iaconantonio. Tramite una grafica ricavata proprio dalle piante delle insule romane, il disegno architettonico si trasforma in un pattern la cui trama geometrica, ripetuta con motivi simili ma mai uguali, diventa indagine grafica raffinata. Un pezzo di storia che proietta nella contemporaneità un linguaggio essenziale e universale allo stesso tempo, tutto da riscoprire.

Valentina Mancini e Pasquale Iaconantonio, Insula per Lanificio Leo, foto Valerio Del Moro

Raw Color, la coperta che misura il climate change

E sempre verso il futuro è proiettato anche Raw Color, studio olandese che fa di un’estetica personalissima e semplice, fatta di gradienti e colori tenui, il suo punto di forza, trovando un modo elegante e curioso di restituire concetti  studiati nel mondo del design e di trasformarli in oggetti e arredi qualitativamente e ingegnosamente interessanti. Quello che Raw Color fa con la collezione Temperature è spingere oltre i confini della semplice rappresentazione una serie di coperte che parlano di cambiamento climatico e innalzamento delle temperature. I pattern che decorano questi ritagli di tessuti non rappresentano solo il loro caratteristico gradiente, ma soprattutto l’andamento del clima nel mondo attraverso la rappresentazione grafica delle emissioni di Co2, della temperatura globale e dell’innalzamento del livello del mare. 

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