Roma, il progetto Fab-Iter per dare futuro all'artigianato con i souvenir - CTD
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A Roma il design riparte dai souvenir per dare un futuro all’artigianato

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Il progetto Fab-Iter: coppie di artigiani e designer al lavoro per una collezione di oggetti ricordo che metta in luce le manifatture del centro storico

C’è un progetto, a Roma e nel Lazio, che vuole rilanciare l’artigianato attraverso il design. Si chiama Fab-Iter, nasce dall’iniziativa di tre professioniste dell’architettura, del design e della fotografia – Ludovica Di Camillo, Bianca Putotto e Flavia Rossi – e parte da un dato di fatto: il lento e progressivo svuotamento dei centri storici, a partire da quello della Capitale, della linfa vitale che a lungo sono state le botteghe artigiane. Falegnami, ceramisti, pellettieri, impagliatori… Per dirla con Claudio e Maurizio Poggi, anima della storica tappezzeria di via dell’Orso fondata da loro padre Fausto nel 1954, “una volta il centro di Roma era un’orchestra di rumori, un concerto di centinaia di artigiani suonato dai rispettivi macchinari”. 

Claudio e Maurizio Poggi della storica omonima tappezzeria romana in via Dell’Orso. Foto Flavia Rossi

Fab-Iter ricorre al design per provare a rigenerare questo tessuto manifatturiero ormai in bilico tra trasformazione e scomparsa. “Il design italiano non sarebbe diventato un’eccellenza mondiale senza lo speciale nutrimento dell’artigianato – spiegano le fondatrici – Il made in Italy è frutto di una tradizione millenaria che nasce nella bottega rinascimentale e arriva ai giorni nostri passando per le fabbriche di metà Novecento, dove i grandi architetti – non ancora chiamati designer – prendono per mano le maestranze e definiscono la formula irripetibile del fatto bene all’italiana. Crediamo nel design che si nutre ancora di questa tradizione manifatturiera, scova nel territorio gli artigiani più esperti e perpetua una storia di valore e di successo”.

Flavia Rossi, Bianca Putotto e Ludovica Di Camillo, fondatrici di Fab-Iter. Foto Flavia Rossi

Vincitore del bando Vitamina G della Regione Lazio, Fabiter articola il suo programma in più iniziative. È innanzitutto una mappa, una ricognizione delle eccellenze artigiane del territorio romano e laziale che nel sito del progetto trovano spazio – e dunque una rara occasione di racconto – attraverso una serie di interviste. È un workshop che, appunto, mette in connessione artigiani e designer con la guida di tutor esperti per la realizzazione di una collezione speciale di oggetti. È la mostra aperta al pubblico con le collezioni firmate da artigiani e designer durante il workshop. Ed è un ciclo di talk su design, artigianato e territorio.

Franco “Er Marmista”, foto Flavia Rossi

Il workshop è il momento cruciale dell’intera iniziativa. L’obiettivo è realizzare, con la collaborazione tra designer e artigiani, una collezione di oggetti ricordo. Per questo, è attiva fino al 15 maggio una open call rivolta a studenti o neolaureati delle scuole di design del Lazio, con l’obiettivo di selezionare i progettisti under 35 da coinvolgere nei laboratori. 

Il design italiano non sarebbe diventato un’eccellenza mondiale senza lo speciale nutrimento dell’artigianato – spiegano le fondatrici – Il made in Italy è frutto di una tradizione millenaria che nasce nella bottega rinascimentale e arriva ai giorni nostri passando per le fabbriche di metà Novecento, dove i grandi architetti – non ancora chiamati designer – prendono per mano le maestranze e definiscono la formula irripetibile del fatto bene all’italiana

Ma perché l’obiettivo di Fab-Iter è proprio una collezione di souvenir, creazioni ormai collegate a una produzione seriale, spuria e di bassissima qualità? “Sostenere l’artigianato vuol dire promuovere prodotti unici e di eccellenza contro gli oggetti standardizzati e di massa che da tempo hanno conquistato i negozi delle nostre città. Proprio per questo abbiamo pensato che il modo migliore per dare un nuovo futuro all’artigianato attraverso il design sia proprio realizzare, con il workshop, una collezione di oggetti altamente simbolici come i souvenir”. 

PARTECIPA ALLA OPEN CALL DI FAB-ITER

Sostenere l’artigianato vuol dire promuovere prodotti unici e di eccellenza contro gli oggetti standardizzati e di massa che da tempo hanno conquistato i negozi delle nostre città

Tutte le creazioni, nate dalla collaborazione tra coppie di artigiani e designer e con la partecipazione dei Fab-Lab del Lazio, dovranno essere realizzate in maniera sostenibile e con materiali ecologici. Dunque, la tecnologia non è estranea al progetto, ma ne rappresenta una componente essenziale: “I manufatti nati dal workshop saranno composti da parti lavorate in maniera tradizionale e da parti prodotte con macchine a controllo numerico, per esaltare l’incontro felice tra artigianato e tecnologia sotto la guida del design”.

Piovano, storico atelier della ceramica nel centro storico della Capitale. Foto Flavia Rossi

I partecipanti al workshop saranno suddivisi in coppie, ciascuna delle quali formata da un artigiano del centro storico di Roma e da un designer, guidati dai tutor Alessandro Gorla, fondatore di Studio Algoritmo e docente, e Sante Simone, architetto e ricercatore. Il workshop si svolgerà tra giugno e settembre 2022. I progetti delle coppie vincitrici – scelte da una giuria composta da Tommaso Garavini, Marta Laudani e Pino Pasquali – andranno ad aggiungersi a una collezione di prodotti esposti a ottobre per due settimane alla Colli Independent Art Gallery. Negli stessi giorni saranno organizzati una serie di incontri aperti al pubblico, con la curatela di Nicola Di Battista presso l’Accademia d’Ungheria.

Nella foto grande in alto, La bottega della sedia. Courtesy Flavia Rossi

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