5 cose che abbiamo imparato dal manuale di Irene Guerrieri sul design del giocattolo - CTD
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Ludovica Proietti

18 Ottobre 2021

5 cose che abbiamo imparato dal manuale di Irene Guerrieri sul design del giocattolo

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Regola numero uno: per progettare un giocattolo serve il punto di vista del bambino

Imparare a giocare con il design. È quello che Irene Guerrieri ci invita a fare con il suo ultimo libro Il giocattolo e il suo design. Dal concept alla realizzazione, una guida per il progettista, uscito quest’anno per FrancoAngeli. 

Un manuale per capire come interagire con la parte più intima di noi e accostarsi al progetto del giocattolo, qualcosa di molto complesso. Perché per disegnare per i più piccoli ci vuole un punto di vista unico, che sembra semplice ma non lo è: il loro.

“Mi rivolgo agli adulti sebbene il mio linguaggio e la mia ricerca progettuali siano dedicati ai bambini, perché gli adulti che si avventurano in questa lettura e negli esercizi qui proposti imparino a dialogare con i bambini che sono stati, come passo fondamentale da intraprendere prima di ogni progettazione”, scrive Guerrieri. “Avvicinarsi al design del giocattolo significa soprattutto imparare ad ascoltare e a guardare la bellezza che abbiamo intorno a noi con l’ingenuità, la freschezza e la curiosità dei bambini. Un percorso che amo definire liberatorio e che può dare grandi soddisfazioni se lo si sa mettere in pratica”.

Ecco cinque cose fondamentali che ho capito leggendo il libro di Guerrieri e usandolo come vero e proprio sussidiario per il progetto destinato ai più piccoli.

  1. Il design per bambini è una faccenda complessa.

Disegnare per i più piccoli ci mette davanti a tutta una serie di interrogativi che ruotano intorno all’interesse, perché se un bambino non si interessa al giocattolo, vuol dire che il giocattolo è completamente inutile. Questo interesse passa per il materiale, per  la forma, per i colori e per le interazioni che i bambini potranno avere con l’oggetto. Niente è scontato, quando si progetta un giocattolo, niente è immediato. Tantissimi sono i fattori di cui bisogna tenere conto e che interagiscono tra di loro.

  1. Disegnare per i bambini è educarci.

I giocattoli sono giochi educativi e simulativi: simulano il mondo degli adulti dalla più piccola domanda al più grande boh, insegnano e interagiscono con i bambini per lasciare un segno e li aiutano a fare i conti con ciò che è reale. Disegnarli attiva in noi una serie di elementi fondamentali per la riflessione su come possiamo migliorare sia noi stessi che il mondo che verrà.

  1. Il design dei giocattoli è divertimento.

Per divertire e far divertire vale la pena dedicare del tempo al divertimento. Se è vero che i giochi sono fatti per passare ore in modo piacevole, se non ci si diverte mentre li si disegna, possono poi davvero divertire? E noi, ci divertiremmo a usarli? E ad usarli insieme ai bambini? Il divertimento, per il gioco, è il fine ultimo e fondamentale, ma chi ha detto che divertirsi non sia anche il modo migliore per generare il divertimento?

Playing at table, Irene Guerrieri per Fratelli Guzzini

  1. Disegnare per i bambini è un esercizio per la mente.

Un’intera parte del libro è dedicata a tabelle di esercizi delle più disparate tipologie. Esercizi sulle relazioni, esercizi sulle fiabe, esercizi sugli archetipi, sulle associazioni e le scomposizioni. Sono tabelle apparentemente semplici, ma da riempire di idee – e chissà che queste idee non possano aiutare a creare oggetti anche per gli adulti.

  1. Disegnare per i bambini è disegnare anche per gli adulti che diventeranno – e anche per quelli che siamo. 

“La mutazione è l’unica costante della realtà, e la realtà è fatta di relazioni”. Citando il libro in una delle sue frasi più significative, un bambino è un adulto che è mutato nel tempo scoprendo una relazione dopo l’altra. Gli oggetti di tutti i giorni sono i giocattoli degli adulti. Ci devono intrattenere, devono essere belli e devono avere uno scopo. Disegnare per i bambini è disegnare soprattutto per una comunità futura, educarla da subito, ed è anche il mezzo migliore che abbiamo per stabilire relazioni durature e significative con gli adulti di domani.

Big and Small, Flashcards di Irene Guerrieri per Headu

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