La Linea Rossa, le relazioni tra arte, architettura, fotografia (e vita) in un collage - CTD
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Cecilia Anselmi

16 Novembre 2021

La Linea Rossa, un collage tra arte, fotografia e architettura alla Biennale di Venezia

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Il progetto di Cecilia Anselmi per Comunità Resilienti alla Biennale di Venezia

Invitata a parlare della Linea Rossa nell’ambito del quinto incontro di Architettura in Digitale curato da Valentina Radi per Resilient Communities (Padiglione Italiano della 17° Biennale di architettura di Venezia), ho pensato al mio intervento come a una sorta di itinerario virtuale, un racconto condotto per immagini a partire dalla guida di una mappa.  Su questa ho disposto una tassonomia di segni in sequenza continua, l’abaco delle linee rosse estrapolate da una parte dei miei collage. Con sorpresa l’immagine che ne è emersa somiglia al contempo sia a un sismografo che al tracciato di un elettrocardiogramma.

La presentazione, accompagnata da un video creato per l’occasione, è stata come un breve viaggio condotto dalla linea rossa lungo i tracciati di questa mappatura attraverso alcune delle aree tematiche narrate nei miei collage digitali: dialettica tra corpo statico e corpo dinamico, spazio interno e spazio esterno, interiorità vs esteriorità; il bilanciamento tra memoria aulica e memoria quotidiana, l’originalità come approccio non come puro atto creativo, il rielaborare l’esistente, riscrivere nuove storie a partire dal già dato; l’archetipo come strumento di conoscenza ma anche di invenzione nel passaggio tra memoria e necessità di far evolvere il presente; la riscrittura di un testo, di una forma, di un tracciato; la rigenerazione, la questione di genere, la rincorsa tra mascolino e femminino; il sublime dell’utopia versus delirio entropico della distopia; la bellezza transitoria, l’effimero, l’ambiguità della forma nel tempo.

L’immagine su cui si chiude il video e che ho scelto come copertina della presentazione è Costellazioni, parola ne tiene insieme tre: Co-Stelle-Azioni. L’insieme di corpi celesti in movimento nello spazio nel mio collage diventa: insieme di corpi, anche celesti, che si muovono assieme in uno spazio vuoto. Quindi corpi e anime che si spostano nello spazio secondo diagrammi geometrici relazionali. L’immagine base che ho usato è la locandina di L’Année dernière à Marienbad, film di Alain Resnais del 1961, a cui ho sovrapposto come texture per definire il cielo e la terra un frammento di immagine in Braille, la scrittura dei non vedenti. In questo film, un cult della cinematografia esistenzialista francese, quasi non ci sono dialoghi e i personaggi si aggirano come anime perse e isolate nel limbo dello spazio vuoto di questa sontuosa dimora nobiliare del XVIII secolo.

https://www.comunitaresilienti.com/news/linea-rossa/

Costellazioni evidenzia il passaggio dall’incomunicabilità degli individui visti come monadi a se stanti del pensiero esistenzialista alle trame relazionali dell’era dell’iper comunicazione, dove la linea rossa ci sollecita a cogliere le infinite continuità come opportunità che si potranno generare nel divenire del reale. “Quella ridondanza e variabilità che sono la chiave della resilienza umana”, come spiegato da Valentina Radi, dove dobbiamo saper cogliere ed interagire con i flussi relazionali per poter sopravvivere e forse anche, attraverso la costruzione di reti proficue e proattive, avere l’ambizione di mettere a sistema l’intelligenza collettiva che caratterizza la specie umana per migliorare la perfettibilità del mondo in cui viviamo.

La linea rossa è dunque innanzitutto il tracciato di un pensiero. Anche se digitale, Il disegno è anche in questo caso strumento attraverso cui il progetto prima prende forma, poi si manifesta per essere comunicato. Ma il disegno in architettura è innanzitutto costruzione, poi espressione intellegibile del pensiero che sottende ogni determinazione progettuale. Il disegno non racconta solo il progetto, o ne descrive gli aspetti tecnici, o ne esprime le atmosfere, ma è ben oltre tutto questo. Nel mio caso è evidenza critica di un pensiero fatta attraverso una ricerca grafica.

La saga della Linea Rossa non è un progetto fisico ma metafisico, una narrazione per digressioni grafiche a partire da arte, design, architettura, fotografie e paesaggio. Come tale riguarda riflessioni preliminari prese da progetti già dati o da cui potrebbero scaturire altri progetti, utili a mettere l’accento su alcuni ambiti di riflessione cruciali oggi propri di questa disciplina. I collage della serie Linea rossa sono dunque condensazioni critiche visive del mio pensiero sui temi della contemporaneità a me cari, elaborate digitalmente attraverso l’uso della campionatura e rimontaggio di frammenti di altre immagini su cui la linea sottolinea un tracciato.  Il filo rosso è sintesi astratta del senso che io attribuisco al progetto, in architettura o nell’arte. Nasce e si sovrappone ad altri segni, è rielaborazione del già dato, plusvalore di significato e forma, riscrittura di un nuovo testo, alfabeto di nuovi segni generati da altri segni che possono riconfigurarsi, producendo all’infinito nuovi scenari.

La colonna sonora del filmato è Drumming di Steve Reich, eseguito da Ars Ludi, il gruppo che ha vinto il Leone d’Argento alla Carriera alla Biennale di Venezia 2020.

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