Il tappeto in feltro di Maddalena Selvini trasforma la casa in prato - CTD
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Paolo Casicci

16 Settembre 2021

Il tappeto in feltro di Maddalena Selvini che trasforma la casa in un prato

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Dietro al pezzo della designer, la storia del recupero di un materiale antichissimo, in collaborazione con il Feltrificio Biellese

C’è una storia che inizia ottomila anni fa, parla del primo materiale prodotto per mano dall’uomo, attraversa l’Egitto, la Cina e l’Iran, cambia del tutto con la Rivoluzione industriale e, nel nostro secolo – a proposito di design – finisce per affascinare Bruno Munari. 

È la storia del feltro, materiale antichissimo e a lungo negletto che Maddalena Selvini ha usato per una (bella) creazione, la prima di una collezione pronta al debutto tra qualche settimana.

Feel Felt è un tappeto dagli angoli imbottiti che si possono sollevare per sdraiarsi, una sorta di spazio conviviale che apre un piccolo mondo di possibilità nella casa, pensato ispirandosi a quando si è sdraiati nella natura e basta uno zaino o qualsiasi oggetto morbido per alzare un pò la schiena e la testa e sentirsi comodi.

A Milano è esposto da Pianca&Partners, per la prima puntata di Emerging Lines, lo spazio dedicato ai talenti. 

Ma perché proprio il feltro? “L’arte di compattare le fibre animali in una superficie densa e omogenea, con la pressione e il calore, risale a oltre ottomila anni fa, molto prima della filatura e della tessitura” spiega Selvini. “Per questo, il feltro è considerato il primo materiale prodotto per mano dell’uomo e i ritrovamenti archeologici ne hanno documentato la diffusione. A Pompei sono stati scoperti laboratori specializzati nella produzione di cappelli e guanti, in Iran sono state ritrovate tende e selle del leggendario popolo nomade dei Siiti, in Egitto scavi recenti hanno portato alla luce vestiti e calzature, in Cina i soldati si equipaggiavano di scudi e di vere e proprie imbarcazioni erano fatte con questo materiale, tuttora utilizzato in Mongolia per tappeti e coperte”.

Il feltro deriva dal manto protettivo animale, e quindi mantiene intatte le caratteristiche isolanti. È impermeabile e stabile, compatto e versatile, per questo può essere utilizzato negli ambiti più disparati, dalla meccanica all’abbigliamento.

La crisi, per questo materiale, arriva con la Rivoluzione industriale. Con l’invenzione della cardatrice, inizia a essere prodotto in lastre poi arrotolate, uniformando la lavorazione a quella degli altri tessuti che in seguito, per essere formati, vengono tagliati e cuciti.

Dalla posidonia a Munari fino al Feltrificio Biellese

La storia di Feel Felt diventa, così, non soltanto quella di un oggetto di arredo contemporaneo, ma anche quella di un recupero. “Due anni fa, ho contattato il Feltrificio Biellese: stavo lavorando con quello che chiamano anche il feltro del mare, ovvero la posidonia, una pianta marina il cui rizoma dissolvendosi nel mare produce palle o altre sculture incredibili, infeltrendo quello che trova. Della posidonia parla anche Munari ne Il mare artigiano. È stato studiando il comportamento del mare e della posidonia che è nato il progetto Feel Felt. Sono andata da Giorgio Massara a Biella per provare a creare dei feltri che contenessero una buona percentuale di fibra di posidonia. La ricerca non era abbastanza interessante e sono passata alla sperimentazione con lana/feltro in parallelo all’osservazione e all’esempio regalatomi dal mare. In altre parola, Feel Felt è una tecnica che dà spazio a nuove possibilità che sfruttano proprio la proprietà dell’infeltrimento per creare forme senza dover utilizzare il feltro come se fosse un tessuto (cosa che in effetti non è). E poi è un materiale versatile, si possono realizzare un sacco di prodotti o progetti ad hoc per interni, e anche abbigliamento”.

Intanto, c’è questo tappeto che è come un invito a vivere la casa sdoganando quelle posture anomale che sono ormai la regola di un abitare non più convenzionale. “Sulla postura non ho fatto studi propriamente scientifici, più che altro ho pensato a come viviamo in questi tempi il relax in casa. Il materiale è già accogliente di per sé, e l’imbottitura rende il tutto più confortevole. L’idea è venuta in maniera molto spontanea ispirandomi a quei momenti in cui si è  sdraiati nella natura e basta uno zaino o qualsiasi oggetto morbido per alzare un po’ la schiena e la testa e sentirsi comodi”.

Feel Felt nasce dalla creazione di stampi in tessuto con cui è possibile realizzare oggetti tridimensionali già in fase di lavorazione, saltando alcuni passaggi e riducendo gli sprechi. Una storia di recupero che è anche una storia di design circolare. E che promette di diventare presto una collezione più ampia: per la casa, per la persona e per gli animali. Oggetti, abiti e accessori ricavati tutti dalla stessa lastra, “per avvicinare animali e umani, adulti e bambini, come all’interno di un grande e condiviso grembo materno”.

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