Mike Nelson e The House of Farmer a Parma: la natura si riprende il suo posto nell'edificio voluto dal fascismo - CTD
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Paolo Casicci

22 Novembre 2021

The House of the Farmer di Mike Nelson: la natura si riprende il suo posto nel palazzo voluto dal fascismo

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La Casa dell’Agricoltore di Parma, splendido edificio razionalista, popolata di rami, tronchi e radici in un paesaggio surreale firmato dall’artista inglese

Se certi luoghi hanno un’anima, Mike Nelson è l’artista che meglio di altri riesce a tirarla fuori. Non per interpretarla, ma per aggiungere un nuovo livello che spesso capovolge quello di partenza, in un viaggio viscerale che trasforma la realtà. È quello che l’artista inglese ha fatto alla Casa dell’Agricoltore di Parma con The House of Farmer, l’installazione che fino al prossimo giugno trasforma l’edificio razionalista del 1939, sede sotto il fascismo della corporazione che costituiva l’organo di direzione delle attività agricole, in una specie di avamposto della natura che riconquista il suo spazio e lo fa in un tempo come il nostro, segnato irreversibilmente dalla mano dell’uomo.

I sette piani dell’edificio sono stati popolati da Nelson di rocce, tronchi d’albero, rami e radici, prelevati di peso dall’intero fianco di una collina alle porte di Parma e trasformati in un paesaggio surreale, a volte lunare. Il percorso non suggerisce un’interpretazione, è piuttosto un invito, una porta spalancata su uno scenario comunque da decifrare, quello della natura che si riprende il suo spazio in un edificio risalente all’epoca in cui una dittatura coltivò l’illusione di governare fuori da ogni controllo l’uomo e la natura stessa.

“Ho conosciuto Mike una quindicina di anni fa a Berlino e da quel momento ho regolarmente seguito il suo lavoro” spiega il curatore Didi Bozzini. “La sua sensibilità per l’anima dei luoghi, la sua capacità di creare ambienti che rievocano e sovrappongono la Storia e le storie, la sua pratica che è al tempo stesso quella di uno scultore, di un architetto e di un poeta per immagini e, infine, la sua attenzione critica verso l’Arte Povera e la Land Art, lo rendono l’artista perfetto per un progetto con lo spessore tale da resistere al peso del palazzo e che, anzi, lo illuminasse di una nuova luce”. 

Mike Nelson, quanto ha contato, nel concepire l’installazione, l’appartenenza del Palazzo dell’Agricoltore alla storia  fascista? 

L’edificio mi ha colpito per il rimando a un momento della storia italiana in cui la popolazione è passata dalla dimensione prevalentemente rurale a quella urbana. In quel cambiamento c’era l’accelerazione impressa dalla meccanizzazione e dall’intensificazione dell’agricoltura. Il monolite burocratico che è il Palazzo dell’Agricoltore è indicativo di una volontà dell’umanità di controllare e di amministrare la natura. La struttura predominante attraverso cui ciò avviene è la politica, i fascisti erano un’espressione di questa struttura, ma un esempio particolarmente estremo: la loro ideologia e il loro approccio sono ben rappresentati da questo tipo di edificio. Questo è ciò che mi interessava e mi ha portato a realizzare l’opera. È una critica sia all’umanità in sé che, più specificamente, a quella particolare ideologia politica rappresentata da quel movimento. in quel luogo e in quel momento.

Un artista può scindere la componente storica (l’essere un edificio del Ventennio) da quella puramente architettonica (la Casa dell’Agricoltore è un bellissimo edificio razionalista) o i due aspetti non possono essere indipendenti l’uno dall’altro? 

Non credo si possa guardare a un edificio trascurando di associarlo alla politica che l’ha generato. Detto questo, non vuol dire che non si possano apprezzare alcuni aspetti formali della sua concezione o riflettere sul perché quell’edificio ha determinate caratteristiche. In effetti, penso che l’esistenza di edifici come la Casa dell’Agricoltore sia come un ricco portale spalancato sulle nostre storie e, allo stesso tempo, un modo per capire come siamo arrivati al punto in cui ci troviamo oggi. L’edificio di Parma mi ha parlato di un cambiamento nella società italiana, ma mi ha anche messo sotto gli occhi come un movimento politico estremista – il fascismo – si possa considerare parte dell’inizio dei problemi ambientali di oggi. L’arroganza di poter in qualche modo “burocratizzare” la natura a nostro vantaggio è un problema costante nel corso del XX e del XXI secolo.

L’edificio di Parma mi ha parlato di un cambiamento nella società italiana, ma mi ha anche messo sotto gli occhi come un movimento politico estremista – il fascismo – si possa considerare parte dell’inizio dei problemi ambientali di oggi. L’arroganza di poter in qualche modo “burocratizzare” la natura a nostro vantaggio è un problema costante nel corso del XX e del XXI secolo

Le sue opere sono allo stesso tempo scenari, atmosfere e fotogrammi precisi, come per esempio le cataste di auto abbandonate con i fari rimasti accesi de L’atteso alle OGR di Torino. Quanto conta il linguaggio cinematografico nella sua arte? 

Non credo che la mia generazione possa negare l’influenza del linguaggio cinematografico sull’arte. Anch’io ne sono stato influenzato, in particolare da artisti del calibro di Antonioni, Tarkovsky e Godard. Tuttavia il riferimento al cinema non è cosciente nel lavoro di Parma come lo era stato nelle OGR: lì mi interessava particolarmente il legame tra Dario Argento e Antonioni – legati da un attore britannico, David Hemmings – e poi l’idea del nulla, la suggestione di una narrativa horror! Quell’opera con il senno di poi è diventata profetica dei giorni della pandemia che hanno come desertificato le nostre città. Durante la realizzazione dell’opera a Parma è stato però evidente che i fantasmi di quell’opera precedente si aggiravano in questa. L’edificio mi ha richiamato alla mente il film di Dario Argento Inferno e ha portato il mio pensiero a riflettere sugli eccessi della ragione, di cui sono espressione la Casa dell’Agricoltore e la politica che lo ha generato, e sull’irrazionale. Le radici contorte, i rami e le rocce dell’installazione potrebbero essere visti come qualcosa di più primordiale e alludere alla magia e persino alla stregoneria. Queste forze opposte nell’edificio sembravano del tutto pertinenti al mondo che ci circonda adesso, un mondo pieno di estremismi e cospirazioni, entrambi alimentate da forze invisibili che occupano l’etere o Internet.

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